Fashion Blogger Italiane

Blogger famose. Se lo sono davvero, non te lo verranno certo a dire. Le blogger famose stanno dove è giusto esserci. La blogger famosa non passa la sua vita su e giù dai party e non bazzica a caso alle presentazioni e agli eventi, piuttosto, sceglie. Contatti e pr: la blogger famosa non ha bisogno di smistare biglietti da visita. Si fa trovare, on-line.

Essere blogger non è semplice, diventare famose, ancora meno. Sempre che a qualcuno importi l’essere “famoso”.

Nel mondo del fashion blogging si sta muovendo qualcosa di grosso. Qualcosa di nuovo. E’ finita da una settimana la MFW, una settimana che costa cara, in termini di salute e di tensione. MFW: tanti volti che condividono le tue stesse visioni, ma anche tanta spazzatura. MFW= le peggio blogger. Che poi chiamarle fashion blogger non è corretto e sarebbe ora che ci smarcassimo da questo nome ricolmo di pregiudizi, che aimè, per tanti versi sono ancora veritieri.



Fashion blogger famose WHO?

Non solo foto di piedi e tette. E nemmeno foto di muri, scarpe, gelati e cappuccini.

C’è insofferenza e stanchezza. Da parte fashion blog italia delle blogger nei confronti delle “blogger”. C’era una volta la fashion blogger senza contenuto. Più che un blog il suo era un catalogo dal quale prendere ispirazione. Una ce l’ha fatta, il nome lo sapete. Detto questo, il ruolo della blogger non può prescindere dalla sua immagine.

Sì, la fashion blogger si fa le foto per strada. E sempre lo farà. L’immagine intensifica di significati l’identità della blogger. E siccome la blogger è un prodotto, la sua presenza “scenica” è il suo packaging. Inoltre, trattandosi di “fashion” blogger, sarebbe un’eresia pensare di non mostrare il suo buon gusto all’opera, elemento che avvalora la sua credibilità. La peculiarità del blog è entrare in empatia con il pubblico, ergo, è necessario “metterci la faccia”, dare un volto alla visione del mondo della stessa. Ma essere blogger in modo serio e, di conseguenza, redditizio, è un mestiere che non ammette improvvisazioni e pretende standard qualitativi elevati.

[…] è fondamentale la definizione della linea editoriale e una caratterizzazione per quanto riguarda lo stile e il taglio nella scelta del carnet d’informazione quotidiana. [..] Scrivere di determinati argomenti prevede un costante aggiornamento, un continuo attingere a fonti diverse per sviluppare un occhio creativo critico e riportare in parole, emozioni e sensazioni che poi si tradurranno in tendenze, stampe e colori portati in passerella dagli stilisti.*

Eppure tante “famose” (così sembra)pubblicano costantemente foto brutte, stupide, ma così stupide che c’è da chiedersi il perché. Il perché della loro esistenza. Ma il perché viene fuori quando te le ritrovi pronte a farsi immortalare al tuo stesso evento, super selezionato, oppure, quando scopri che sono coinvolte nel tuo stesso progetto. Lo stesso per il quale ti ingegni e ti sprechi in lungo e in largo per fare bella figura. QUESTO CHIEDEREI A CHI COMMISSIONA LAVORI: PERCHé LORO? Ebbene, sappiate solo che loro sono IL MALE.

Perché se non ci fossero LORO il processo di comunicazione con gli uffici stampa e i brand più esclusivi sarebbe in discesa. D’altronde la blogger è la persona più adatta nel divulgare contenuti anche a fini commerciali. Qualche dato da Markup:

il 74% dei consumatori italiani predilige al primo posto i suggerimenti delle persone conosciute, mentre il 64% fa riferimento ai commenti postati sui social network. Al terzo posto stanno i contenuti editoriali di quotidiani e periodici, mentre siti aziendali e televisione si collocano allo stesso livello con il 45%.

La blogger è una persona conosciuta alla quale si dà fiducia. Entra nella vita del consumatore potenziale come confidente, e se il passaparola è ancora lo strumento promozionale più credibile, forse, uno studio ACCURATO sui blog andrebbe fatto. Non solo in termini numerici, ma di qualità e, come dicevo all’inizio: di credibilità.